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Ma quanti balli esistono nel country...

Pubblicato da in Ballo ·
Ma quanti balli esistono nel country… Domanda o sconsolata affermazione? Francamente non starei troppo a sottilizzare in merito al numero di coreografie, si sentono cifre di ogni genere, e comunque conoscerne il numero esatto non cambierebbe il senso del discorso. Non tutte esistono nel formato di uno Stepsheet reso pubblico nella grande rete, alcune si trovano solo come filmati su Youtube, altre ancora non raggiungeranno mai il grande pubblico, inspiegabilmente custodite da maestri gelosi delle proprie creazioni o troppo scarsi per infrangere la soglia del pubblico giudizio. Fenomeni come il Catalan Style ne moltiplicano ulteriormente i numeri, dato che ogni vecchio brano può essere ripreso e coreografato in questo particolare stile. Vi sono coreografi travolti dalla fama e divenuti creatori irrefrenabili di nuovi balli, incitati da un moltiplicarsi di festival a presentare sempre qualcosa di nuovo a un pubblico vorace e inappagabile… Per non parlare del numero di cantanti e della crescente produzione di Nashville. Ma quanto può resistere il popolo country a questo proliferare di attività, e quanto può, in definitiva, giovare a tutto il movimento questa ossessione? Diviene per certuni una professione a tempo pieno, e una sfida, il rimanere in pedana da inizio a fine serata senza mancare un solo ballo, vere enciclopedie ambulanti dal fisico longilineo e dalla resistenza olimpionica… Giova forse ricordare come negli Stati Uniti l’ondata di popolarità della Country & Western dance prodottasi con la pubblicazione del singolo Achy Breaky Heart iniziò a declinare, sul finire del 1997, proprio in conseguenza del moltiplicarsi del numero di balli (e solo in parte per la chiusura delle Dance Hall per la mancanza degli introiti legati alla vendita di alcolici, siccome i ballerini country non possono permettersi di perdere la trebisonda…). Chi non frequentava le sale da ballo almeno due volte la settimana, o per sua sfortuna era costretto all’inattività per un periodo troppo lungo, perdeva velocemente il treno e se ne restava seduto al tavolo a guardare per la maggior parte del tempo, prima di appendere definitivamente gli stivali al chiodo. Quando il tempo libero diviene un lavoro a tempo pieno, dove sta il divertimento? Fortunati coloro che si accontentano, perché a loro è destinato il regno delle piste in legno…


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